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Classe energetica elettrodomestici 2026: che cos'è A-20%

Come si legge la scala A-G, cosa misurano davvero le diciture A-20% e A-70%, e come verificare i consumi di un modello sulla scheda EPREL con il QR code.

RC
di Redazione Consiglishopping
10 min di lettura
Classe energetica elettrodomestici 2026: che cos'è A-20%
Foto: Donald Trung via Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0). Etichetta energetica UE fotografata a Rotterdam nel 2021.

Dal 2021 la scala energetica europea di lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi va da A a G, e su quei prodotti le vecchie A+, A++ e A+++ non esistono più; le asciugatrici ci sono arrivate solo il 1° luglio 2025. Le diciture A-10%, A-20% o A-70% che trovate sui cartellini nel 2026 non sono classi nuove: quei modelli sono in classe A, e la percentuale dichiara di quanto il consumo scende sotto la soglia di ingresso della A nel ciclo di prova. Il dato che decide un acquisto resta uno solo, i kWh scritti sull'etichetta.

Ve le ritrovate addosso adesso perché la concorrenza si è spostata dentro la classe A. Bosch Italia espone lavatrici A-20% e A-50%, Daya ne vende da 10 e 12 kg dichiarate A-30%, e a IFA 2026 LG ha annunciato per il mercato europeo una lavatrice che userebbe fino al 70% in meno del requisito minimo della classe A. Nessuno di questi numeri compare sull'etichetta energetica.

Perché A+++ non esiste più

La riscalatura del 2021 non è stata una rinomina. Per le lavatrici, dal 1° marzo 2021, sono cambiati insieme la scala e il modo di misurare: il consumo si dichiara in kWh per 100 cicli del programma eco 40-60, quello che lava insieme capi di cotone normalmente sporchi dati per lavabili a 40 o a 60 gradi. Le asciugatrici hanno tenuto la vecchia scala da A+++ a D fino al 30 giugno 2025 e sono passate ad A-G il giorno dopo.

Da qui viene la risposta alla domanda che si fanno tutti, e non è la risposta comoda. Non esiste una tabella che converta la vecchia A+++ in una lettera nuova. Le conversioni che circolano online, quelle che promettono che una A+++ diventa una C o una D, mettono a confronto due metri diversi: sono cambiati i parametri della prova insieme alle lettere, e lo scambio uno a uno non regge. L'unico confronto che sta in piedi è fra i kWh di due schede attuali.

Quello che la riscalatura ha prodotto è visibile in negozio nel 2026: la gara commerciale si è spostata dentro la classe A, e i produttori la raccontano con le percentuali.

Che cosa significa A-20%

La definizione è meno esotica di come suona. Preso il consumo massimo che un modello può avere per rientrare in classe A con quella capacità e con il metodo dichiarato dal produttore, un claim A-20% dice che il consumo dichiarato sta circa il 20% sotto quel limite. Il prodotto resta in classe A, perché A-20% nella scala europea non c'è.

Bosch rende il meccanismo leggibile meglio di chiunque altro, perché pubblica i numeri accanto alle diciture.

Dicitura commercialeConsumo dichiaratoClasse sull'etichetta
Serie 8 A-50%25 kWh/100 cicliA
A-20%circa 40 kWh/100 cicliA
Soglia di ingresso della A nell'esempiocirca 50 kWh/100 cicli

Venticinque e quaranta kWh per 100 cicli, e la lettera stampata sull'etichetta è la stessa per tutte e due. La soglia esatta, poi, si sposta leggermente con la capacità, e questo basta a spiegare perché una percentuale non si può confrontare fra macchine di taglia diversa.

Se il riferimento è 100, un A-70% dichiara 30. Non 170.

Il 70% annunciato da LG a IFA 2026 va letto in questa direzione, che è l'opposto di come lo fanno percepire i titoli. La percentuale riguarda il consumo nel test indicato, e non dice niente sulla durata della macchina o sulla resa del lavaggio. E di quel modello europeo, al 14 settembre 2026, non esiste ancora un codice italiano con prezzo e scheda EPREL. Finché non arriva, quel 70% non si traduce né in kWh né in euro di bolletta.

Verificare un modello su EPREL

EPREL è il registro europeo in cui i fornitori devono iscrivere ogni modello soggetto a etichettatura energetica prima di venderlo nell'Unione. Il QR stampato in alto sull'etichetta porta lì, alla scheda di quel preciso modello.

  1. Segnatevi il codice modello completo, suffissi nazionali compresi.
  2. Inquadrate il QR dell'etichetta con la fotocamera del telefono.
  3. Controllate che la scheda che si apre riporti lo stesso marchio e lo stesso identificativo del prodotto che avete davanti.
  4. Aprite la scheda informativa del prodotto, quella standardizzata.
  5. Annotate la classe ufficiale e il consumo: kWh per 100 cicli su lavatrici e asciugatrici nuove, kWh all'anno su frigoriferi e congelatori.
  6. Confrontate capacità, rumore e acqua con quello che dichiara il venditore.

Questo giro di controlli serve più di quanto sembri, perché le schede dei negozi invecchiano. Il 14 settembre 2026 la pagina delle asciugatrici di Unieuro citava ancora le A+++ nel testo descrittivo mentre l'elenco dei prodotti mostrava classi C e D della nuova scala. Non è malafede: è testo editoriale rimasto indietro rispetto alla normativa. Vale l'etichetta del singolo modello, e vale la sua scheda EPREL.

Da kWh a euro in bolletta

Tutti i conti di questo articolo usano 0,3163 € per kWh tasse incluse, cioè il prezzo di riferimento ARERA del terzo trimestre 2026 per il cliente vulnerabile tipo in maggior tutela, comunicato il 25 giugno 2026 insieme a un aumento del 4,6%. Non è la tariffa media degli italiani: sul mercato libero ogni contratto fa storia a sé e una parte della bolletta è fissa comunque. Prendetelo come metro di paragone, non come previsione della vostra spesa.

Sul frigorifero la conversione è immediata, perché il dato di etichetta è già annuale.

Consumo sull'etichettaCosto indicativo in un anno
100 kWh/anno31,63 €
150 kWh/anno47,45 €
200 kWh/anno63,26 €
250 kWh/anno79,08 €

È una conversione, non un elenco di prodotti: due frigoriferi si confrontano solo a parità di volume e di configurazione, altrimenti state pagando la classe alta di un apparecchio che non vi serve così grande.

Sulle lavatrici si parte dai kWh per 100 cicli. I 25 kWh dell'esempio Bosch valgono 7,91 € ogni cento lavaggi, i 40 kWh ne valgono 12,65. Quindici kWh di differenza, cioè 4,74 € ogni cento cicli.

L'asciugatrice è un'altra faccenda, ed è lì che i kWh pesano sul serio. Per dare un ordine di grandezza dell'evoluzione del settore, la Commissione europea indica per il 2020 circa 1,0 kWh a ciclo per le pompe di calore contro circa 2,7 kWh per le vecchie ventilate e a condensazione con resistenza elettrica: al prezzo di oggi sono 31,63 € contro 85,40 € ogni cento asciugature. Sono medie tecnologiche europee di sei anni fa e non due prodotti del 2026 messi uno accanto all'altro, ma dicono da che parte sta la differenza vera. Dal 1° luglio 2025, del resto, i requisiti di ecodesign hanno reso la pompa di calore la tecnologia di riferimento per le asciugatrici immesse sul mercato.

Quando il sovrapprezzo non rientra

Il tempo di rientro è una divisione:

anni = sovrapprezzo / (differenza in kWh per 100 cicli x cicli annui / 100 x tariffa)

Mettiamoci dentro l'esempio Bosch. Quindici kWh di differenza su 200 lavaggi l'anno fanno 9,49 € risparmiati in dodici mesi. Se l'A-50% costasse 100 € più dell'A-20%, quei 100 € tornerebbero indietro in circa dieci anni e mezzo di sola elettricità. Il sovrapprezzo è un'ipotesi nostra e non un listino: serve a mostrare l'ordine di grandezza, che è quello che di solito manca.

Differenza fra i due modelliRisparmio annuo (200 lavaggi)Rientro di 100 € di sovrapprezzo
10 kWh/100 cicli6,33 €15,8 anni
20 kWh/100 cicli12,65 €7,9 anni
40 kWh/100 cicli25,30 €circa 4 anni

Sul frigorifero i conti girano meglio, perché resta acceso sempre: 100 kWh l'anno di differenza valgono 31,63 €, e un sovrapprezzo di 100 € rientra in poco più di tre anni, uno da 200 € in poco più di sei.

Poi c'è il fatto che classe e prezzo non si muovono per forza insieme. Il 14 settembre 2026, sullo shop di Daya, una lavatrice da 10 kg dichiarata A-30% stava a 369 € e un altro 10 kg in classe A stava a 444 €. Sono prezzi indicativi e i due prodotti non sono gemelli nel resto della scheda, ma bastano a smontare la regola per cui l'efficienza più alta si paga sempre di più.

Cosa la lettera non dice

L'etichetta misura una cosa sola, l'energia del programma normato. Intorno ci sono voci che cambiano la vita quotidiana e nella lettera non entrano.

  • La centrifuga ha una classe sua. Dice quanta acqua resta nei panni dopo l'ultimo giro. Se il bucato poi finisce in asciugatrice, meno acqua da evaporare significa meno lavoro per la macchina successiva.
  • Il rumore è dichiarato in decibel, misurato sulla fase prevista dal regolamento. In una cucina open space, o per chi lava di sera, pesa più di due kWh.
  • L'acqua per ciclo compare sulla nuova etichetta delle lavatrici. In una famiglia che fa molti lavaggi non è una voce secondaria.
  • L'efficienza di condensazione delle asciugatrici dice quanto bene il vapore viene recuperato come acqua. In un locale chiuso è la differenza tra asciugare il bucato e bagnare i muri.
  • I ricambi. L'ecodesign europeo impone ai costruttori di lavatrici una disponibilità pluriennale dei pezzi, e per alcuni ricambi l'obbligo arriva a dieci anni.

Inverter, AI e app stanno da un'altra parte ancora. Sono nomi commerciali, non misure europee: un motore inverter non dice quanti kWh consumerà il ciclo standard, e quando viene usato come sinonimo di basso consumo sta facendo il lavoro di uno specchietto per le allodole.

A chi serve inseguire la percentuale

  • Famiglia numerosa, lavatrice quasi ogni giorno. Qui i cicli annui sono tanti e la differenza in kWh si moltiplica: vale la pena confrontare i consumi assoluti di due o tre modelli e prendersi il più basso, se il sovrapprezzo resta contenuto.
  • Frigorifero da sostituire. È l'apparecchio dove la classe alta si ripaga più in fretta, perché non si spegne mai. A parità di volume, guardate i kWh annui prima di ogni altra cosa.
  • Asciugatrice nuova. La tecnologia conta più della percentuale: la pompa di calore è il riferimento del mercato regolamentato dal 2025, e il salto rispetto a una vecchia macchina a resistenza si misura in decine di euro ogni cento cicli.
  • Una persona sola, due lavaggi a settimana. Un centinaio di cicli l'anno non ammortizza quasi niente. Comprate sulla capacità giusta e sul prezzo, e lasciate perdere il badge.
  • Seconda casa o affitto breve. Poche settimane di utilizzo all'anno rendono il sovrapprezzo un costo secco. Qui la scelta ragionevole è la macchina semplice che costa poco.
  • Chi sta ristrutturando. Il discorso cambia, perché entra in gioco il bonus mobili e con lui delle classi minime da rispettare per avere la detrazione: A per i forni, E per lavatrici e lavastoviglie, F per i frigoriferi. Sono requisiti fiscali e non consigli d'acquisto, e li abbiamo messi in fila nell'articolo su quali elettrodomestici rientrano nel bonus 2026.

E c'è il consiglio che non vende niente a nessuno: per l'asciugatura, ricorda la Commissione europea, quando è possibile lo stendino azzera il consumo dell'asciugatrice. Nessuna percentuale sotto la A regge il confronto con lo zero.

Domande frequenti

Una lavatrice A-20% di oggi è meglio di una vecchia A+++?+

Non si risponde con una tabella di conversione. Nel 2021 sono cambiati insieme la scala e il metodo di prova delle lavatrici, quindi le due lettere non misurano la stessa cosa e non sono traducibili una nell'altra. L'unico confronto tecnicamente valido è fra i kWh dichiarati di due schede EPREL attuali.

Quanto consuma una lavatrice in classe A?+

La lettera non fissa un consumo unico. Nella gamma Bosch verificata, un modello pubblicizzato A-50% dichiara 25 kWh per 100 cicli e un A-20% circa 40, restando entrambi in classe A: a 0,3163 € per kWh sono 7,91 € e 12,65 € ogni cento lavaggi. Il numero da cercare è quello del singolo modello.

Perché su alcuni siti vedo ancora le A+++ sulle asciugatrici?+

Perché le asciugatrici sono state riscalate più tardi delle lavatrici: la vecchia scala è rimasta valida fino al 30 giugno 2025 e la nuova A-G è obbligatoria dal 1° luglio 2025. Capita inoltre che i testi descrittivi dei negozi restino indietro rispetto ai prodotti effettivamente in vendita.

La classe A-70% annunciata a IFA 2026 esiste davvero?+

Esiste come dichiarazione del produttore, non come classe europea: la scala ufficiale arriva ad A e si ferma lì. LG ha annunciato una lavatrice che userebbe fino al 70% in meno del requisito minimo per la classe A, ma sull'etichetta quel prodotto sarà comunque in classe A.

Il consumo scritto sull'etichetta è quello che avrò in casa?+

No, ed è giusto che sia così. I kWh dell'etichetta arrivano da un programma normato, l'eco 40-60 per le lavatrici e il ciclo eco per le asciugatrici, misurato in laboratorio con carichi definiti. Servono a confrontare due modelli sulla stessa base, non a prevedere la vostra bolletta.

Il cartellino del negozio e l'etichetta del produttore non raccontano sempre la stessa storia. Se trovate un modello in cui i conti non tornano, scriveteci marca e codice dalla pagina Contatti: la scheda EPREL si controlla in un paio di minuti.